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Diritto di Famiglia

150. - Separazione personale È ammessa la separazione personale dei coniugi. La separazione può essere giudiziale o consensuale. Il diritto di chiedere la separazione giudiziale o l' omologazione di quella consensuale spetta esclusivamente ai coniugi.

158. - Separazione consensuale La separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l' omologazione del giudice. Quando l' accordo dei coniugi relativamente all' affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l' interesse di questi il giudice riconvoca i coniugi indicando ad essi le modificazioni da adottare nell' interesse dei figli e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare allo stato l' omologazione.

151. - Separazione giudiziale La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole. Il giudice pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.

148. - Concorso negli oneri I coniugi devono adempiere l' obbligazione prevista nell' articolo precedente in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l' inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell' obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all' altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l' istruzione e l' educazione della prole. Il decreto notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore, possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L' opposizione è regolata dalle norme relative all' opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.